Palmarusso 1596m

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Ferrata Corna del Bene 1695m


Ferrata Corna del Bene - 1695m

Tracciato della ferrata al Corna del Bene  Regione: Lombardia (Brescia)   
Alpi e Gruppo: Prealpi - Prealpi Lombarde - Gruppo Triumplini
Provincia: Brescia
Punto di partenza: Zone (q. 680 m)
Versante di salita: SW
Tempo di salita: massimo 2 ore
Periodo consigliato: da aprile a ottobre

 
Valle: Sebino – MONTE GUGLIELMO
Punto di appoggio: Baita Palmarusso 1596m

Tipo di via: Via ferrata
Tipo di percorso: Via ferrata  
Difficoltà:    EEA - AR - IV-  (scala difficoltà)
Attrezzatura: imbrago, cordino, moschettoni, casco, scarpe da trekking, deasychange      
Valutazione: buona  
Libro di vetta: NO (libro alla Baita Palmarusso)
Cartografia: KOMPASS n. 103 1:50000 - Le Tre Valli Bresciane

Introduzione:
Via ferrata di nuovissima costruzione, consente l´ascesa su una delle poche ma invitanti torri rocciose del Monte Guglielmo e offre ovunque panorami mozzafiato sulla Val Camonica, la catena alpina e, in particolar modo, il lago d´Iseo.
Si puó partire dalla Biata Palmarusso di sotto 1596m, e proseguire fino alla base della parete rocciosa.  Dalla cima è logica la prosecuzione per il vicino Rifugio Almici 1829m  e la vetta del Monte Guglielmo (1944 m), ben riconoscibile per la presenza sulla sua sommità del monumento dedicato al Cristo Redentore.

Accesso:
A) Dal paese di Iseo, agevolmente raggiungibile da Brescia e da Bergamo, si segue la SP 32 in direzione di Darfo e la si percorre fino nei pressi di Marone, dove uno svincolo indica la tortuosa ma rapida salita per l´abitato di Zone, famoso per le sue piramidi di terra e per il ritrovamento di diverse orme di dinosauri. Si parcheggia nei pressi della ben visibile chiesa parrocchiale. Dalla chiesa si seguono per i vicoli del paese le indicazioni per il "Bosco degli Gnomi" e velocemente si giunge sulla mulattiera contrassegnata CAI 227 che sale ripida fra i pascoli del paese. In breve tempo si entra nel fitto bosco, seguendo un bel sentiero contornato da numerose sculture lignee e si inizia a salire con più decisione: il sentiero risulta molto tortuoso e a tratti monotono e si consiglia pertanto di tagliare i numerosi tornanti lungo diverse scorciatoie sempre ben marcate. Dopo un´ora e mezzo circa si giunge a dei panoramici pratoni, dove sorge anche la Baita Casentiga 1404m

B) Dal paese di Iseo, agevolmente raggiungibile da Brescia e da Bergamo, si segue la SP 32 in direzione di Darfo e la si percorre fino nei pressi di Marone, dove uno svincolo indica la tortuosa ma rapida salita per l´abitato di Zone. Si parcheggia la macchina in localitá Bosco degli Gnomi, si segue la facile mulattiera contornata da varie sculture in pietra, tra gnomi e personaggi fiabeschi. Giunti alla fine della mulattiera ciotolata, si prosegue verso destra lungo la nuova strada silvo-pastorale che porta alla Baita Palmarusso di sotto 1596m, recentemente aperta al pubblico e gestita dai Volontari dell’Operazione Mato Grosso. In Baita si possono lasciare zaini e vettovaglie per poi scendere lungo il sentiero che conduce all’attacco della farrata del Corno del Bene, una volta giunti in vetta si puó scendere fino alla Baita Palmarusso e godere della vista panoramica sul lago d’iseo e pianura padana. Lugo suggestivo e rilassante.

Descrizione della salita:
Dalla Baita Palmarusso, seguendo il sempre tortuoso sentiero 227 o tagliando lungo il crestone pascolivo attraverso evidenti tracce,
si giunge rapidamente alla base della parete del Corno del Bene, dove un sentiero nuovo e battuto si stacca dal 227 e in leggera discesa conduce all´attacco della ferrata.
La ferrata supera un dislivello di 200 metri e si presenta lungo tutto il suo sviluppo molto aerea:
ciò nonostante, numerosi pioli e staffe aiutano la progressione nei punti più ostici e facilitano notevolmente l´ìarrampicata, altrimenti per nulla banale.
L´attacco e i metri appena successivi risultano i più esposti, dato il loro sviluppo su placche ben levigate: più avanti,
la roccia diventa più ricca di appigli e la ferrata porta ad affrontare alcuni traversini e caminetti. Dopo mezz´ora circa la via,
sempre ottimamente assicurata, esce dalla parete e affronta la cresta sommitale fra prati e roccette, portandoci quindi sulla sommità
del panoramico Corno, dal quale proseguendo brevemente sulla cresta N si giunge ad un tavolo in corrispondenza dell´incrocio con il sentiero 227
che sale da Biata Palmarusso di sotto e prosegue fino al Rifugio Almici.

Discesa:
A) Come per la salita, evitando naturalmente la ferrata e aggirando il Corno lungo il sentiero 227, che si sviluppa evidente nella dorsale erbosa a nord del torrione roccioso.
B) Si scende lungo il sentiero a zig-zag che porta alla Baita Palmarusso di sotto, poi lungo la strada silvo-pastorale fino ad incrociare il sentiero degli gnomi.

Note:
Impossibile dalla vetta del Corno del Bene lasciarsi sfuggire l´ascesa alla ben visibile e panoramicissima vetta del Monte Guglielmo (1944 m),
che si raggiunge in mezz´ora seguendo
il segnavia CAI227.


 
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